Allevamento Buddadog
domenica, 01.08.10
Centro .
> Se guardiamo il cielo di notte possiamo vedere > puntini di luce sparsi a caso, oppure possiamo > riconoscervi un ordine. La teoria delle probabilità mi ha sempre affascinato. Anche nel caso (e anche nel caos) c'è sempre un ordine. Vogliamo fare un esperimento? Prendete un bersaglio di cartone, con un centro e dei cerchi concentrici. Usando uno strumento appropriato, ad esempio una pistola ad aria compressa, per tiro a segno, che abbiate oppure no una buona mira, i vostri colpi formeranno un gruppo di buchi, tutti disposti INTORNO al centro, in modo pressoché uniforme, ovvero: il numero dei colpi andati troppo a sinistra sarà più o meno uguale al numero di colpi troppo spostati a destra. Idem per i colpi andati più in alto del centro e quelli andati più in basso. A meno che l'arma utilizzata non sia alterata, non accadrà mai che i colpi vadano tutti dalla stessa parte. I cosiddetti "errori sistematici" dipendono da un difetto, mai dal caso. Il caso crea UNIFORMITA' anche negli errori. Non solo, ma grazie al calcolo delle probabilità, anche se non sapete mirare, magari un colpo su 100 farà centro! Se siete proprio negati, allora sarà 1 colpo su 1000. Ma il centro perfetto ci sarà SEMPRE prima o poi. A costo di tentare un milione di volte. La cosa più sorprendente è che la MEDIA fra tutti i colpi errati starà proprio nel CENTRO. Non è sorprendente tutto ciò? Anche gli ERRORI svolgono quindi una FUNZIONE! Un errore preso da solo, è solo un errore. Ma 100 errori casuali, se considerati nel loro insieme, delineano esattamente il centro. Se diamo un valore algebrico ai nostri 100 colpi, per esempio +5 quando abbiamo colpito il bersaglio 5 cm più a destra del centro, -14 quando abbiamo mancato il bersaglio di 14 cm troppo a destra, ecc. ecc., alla fine la somma algebrica di tutti i colpi tenderà allo zero! Se i colpi fossero 1000, è ancora più probabile che la somma algebrica sia più precisamente vicina allo zero. Come dire: più tentativi, più errori, ma più ci si avvicina alla verità! Dunque, perlomeno nel calcolo delle probabilità, anche gli ERRORI non sono "inutili" ma svolgono una funzione matematica. Ciò porta forse a riflettere sul fatto che anche gli errori della vita, nel loro insieme, potrebbero quantomeno contribuire ad una conoscenza più "esatta", cioè più consapevole. Più che di "errori" dovremmo parlare di "tentativi" per non equivocare. Anche un tentativo "errato", o che consideriamo inutile, in realtà produce sempre un risultato, se non altro quello di preparare, delineare, individuare una direzione PROBABILE.
domenica, 20.06.10
martedì, 08.06.10
Felicità.Saggezza e Sapere
Essere gioiosi, felici, è la condizione naturale del nostro essere.
Come conseguenza del massiccio bombardamento di regole, convenzioni e indottrinamenti cui siamo quotidianamente sottoposti tale stato dell’essere inizia a venir meno sin dai primi anni di vita, mentre parallelamente si formano strati su strati di condizionamenti, pregiudizi e false credenze che impediscono alla nostra anima di respirare.
Noi abbiamo familiarità esclusivamente con la felicità e l’infelicità legate all’ego. Abbiamo perduto la capacità di godere della gioia naturale, appagante, stabile, che è parte integrante del nostro essere.
Conoscendo unicamente tale tipo di pseudo-felicità – una sorta di euforia, di eccitazione passeggera – l'uomo non può far altro che tentare di procurarsene in misura sempre maggiore. Ma questa felicità, oltre ad essere soltanto un sottoprodotto della vera gioia, è anche unita indissolubilmente al dolore: se la tua gioia dipende dall’approvazione degli altri, la loro disapprovazione ti renderà triste: sarai semplicemente un inerme burattino di cui gli altri tireranno i fili.
La chiave risiede nel rinunciare deliberatamente a tale genere di felicità legata all’ego per ritrovare, attraverso una profonda comprensione, la gioia che ci appartiene per diritto di nascita, quella indipendente dal giudizio altrui, e da cui soltanto la mancanza di consapevolezza ci separa.
Pur se ad uno sguardo disattento può apparire una scelta illogica, essendo l’unica forma di felicità da noi riconosciuta come tale, dovremmo compiere ogni sforzo per tentare di conseguire un atteggiamento di indifferenza al giudizio positivo degli altri (allo stesso tempo giungerà anche l’indifferenza al giudizio negativo). In seguito al raggiungimento dell’indifferenza al giudizio altrui, sorgerà di nuovo in noi la gioia naturale di cui è costituita la nostra essenza. Ponendo fine al continuo oscillare tra felicità ed infelicità egoica, proprio al centro, all’interrompersi delle oscillazioni, la vera gioia.
L’estasi è essere, è la nostra natura; per farla riappropriare del posto che le spetta dobbiamo comprendere di dover rinunciare alla “felicità” che conosciamo.
In analogia con quanto accade per l’apprendimento di qualsiasi altra abilità umana, per ottenere elevati livelli di tranquillità e gioia interiori dobbiamo osservare ed ispirarci agli individui più felici ed appagati della loro vita, e non ai più eruditi, o ai più potenti o ai più ricchi.
Gli avvenimenti esterni che hanno caratterizzato la parte della nostra vita vissuta fino a oggi, generando in noi una certa percentuale di dolore e frustrazioni, determineranno con ogni probabilità nella parte restante della nostra esistenza come individui la stessa percentuale di sofferenza e disagio.
Non è in nostro potere operare affinché si verifichino eventi esterni tutti a noi favorevoli: l’unica alternativa in nostro possesso è mettere in atto una graduale trasformazione interiore, per ottenere che ciò che accade fuori di noi possa influenzarci negativamente in misura sempre minore.
Gli stati d'animo di gioia e tranquillità che sperimentiamo nel raggiungere un particolare obiettivo, non sono determinati, come potrebbe sembrare ad un’analisi poco attenta, dal raggiungimento dell’obiettivo, ma dal placarsi della mente (al raggiungimento dell’obiettivo). Infatti, per un breve periodo, al conseguimento del risultato desiderato la mente si rilassa (non insegue nuove mete), prima di tornare nuovamente a generare ansie e tensioni in corsa verso il prossimo traguardo. E’ una mente calma che ci dona pace, non l'appagamento del desiderio in sé. Ed è, dunque, all'arrendersi della mente al nostro vero sé che dobbiamo puntare, non ad una realizzazione senza fine di desideri…
Il punto essenziale è: avere obiettivi genera ansia, non averne produce rilassamento. Il segreto consiste nel trasformare ogni obiettivo in preferenza, in modo che le sue caratteristiche ansiogene vengano neutralizzate. Gli obiettivi, pena frustrazioni e sofferenza psicologica, "devono" essere raggiunti. Le preferenze corrispondono a desideri che è piacevole veder realizzati, ma che non provocano sofferenza in caso contrario...
Una nuvola bianca non ha una strada propria, non resiste, non lotta, si lascia trasportare dal vento. Non va da nessuna parte, non ha destinazione, non ha un fine. Non riuscirai mai a deludere una nuvola bianca perché dovunque essa arrivi quella è la meta.
Quando tu hai un fine sei contro il Tutto, e sarai certamente frustrato, perché non si può vincere contro il Tutto. (Osho)
Amore
E’ molto difficile amare veramente. Solo chi possiede un alto grado di consapevolezza può amare realmente.
Amare significa lasciare all’altro la libertà di essere se stesso in ogni istante del proprio cammino insieme, ed esserne capaci implica aver raggiunto una maturità interiore tale da non temere neanche il venir meno dell’affetto o dell’interesse da parte dell’amato.
Amare vuol dire desiderare la gioia del proprio amato senza porre alcuna condizione e senza aspettarsi nulla in cambio.
L’amore è una qualità del proprio essere, se la si possiede, ne beneficia indistintamente chiunque ne venga a contatto, un amante, un amico, un figlio, uno sconosciuto.
Si dovrebbe stare insieme soltanto perché si sta bene “con”, e invece molto spesso si sta insieme perché si sta male “senza”.
Solo se hai sconfitto la paura della solitudine sarai capace di amare. Solo se ami la solitudine ogni momento vissuto con l’altro diventa una scelta d’amore.
Il matrimonio è una farfalla infilata in uno spillo. L’amore è un fiore vivo, se lo chiudi in una campana di vetro soffoca e muore, allora per cercare di tenerlo in vita lo trasformi in un fiore di plastica, sintetico, ma non è più un fiore, è un pezzo di plastica. Una rosa vera corre tutti i rischi dell’essere reale, è esposta al sole, al vento e alla pioggia… (Osho)
La libertà è un valore più elevato rispetto all'amore: pertanto, quando un amore distrugge la libertà, non merita di essere vissuto. (Osho)
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